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quotazione oro di nuovo ai massimi

La quotazione del metallo prezioso si incammina verso il suo undicesimo anno consecutivo di rialzo, con un rendimento cumulato che ha ormai raggiunto il 450%.
Passa il tempo e nuovi record vengono frantumati.
L’oncia ha sfondato ieri a New York la barriera dei 1.500 Usd, arrivando a quotare 1.505,65. La rivalutazione da gennaio ammonta al 15%.

Gli esperti si domandano se ci siano ancora margini di crescita, gli operatori credono ci sia comunque spazio per ulteriori rialzi, ma a ritmi più moderati rispetto a quelli visti finora. Nel breve termine, la maggior parte degli operatori crede che la quotazione sia destinata a toccare i 1550 Usd per oncia, per poi perdere qualche posizione durante l’estate e raggiungere quota 1600 Usd entro la fine dell’anno. Vale a dire, registrare una rivalutazione addizionale del 6,5%.

La qualità particolare del metallo lo trasforma in un bene rifugio idoneo in tempi di incertezza. Storicamente, il metallo prezioso ha accumulato rivalutazioni prossime al 25% nei periodi in cui i tassi reali statunitensi si sono mantenuti in territorio negativo. Le banche europee hanno smesso di disfarsi delle posizioni detenute in oro e, addizionalmente, le autorità centrali dei paesi asiatici si sono lanciate nell’acquisto di oro per diversificare le proprie riserve (eccessivamente concentrate sul Dollaro Usa).

A questo si sommano le difficoltà dell’industria mineraria nel mantenere i ritmi di produzione necessari a soddisfare la domanda. Nonostante ciò, l’investimento agli attuali livelli di prezzo richiede prudenza. Un altro metallo da non dimenticare è l’argento, che in dodici mesi ha visto crescere la sua quotazione del 152% e viene negoziato sui livelli più elevati dal 1980.